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MVP 2019, GIANNIS E PG LA FANNO IN BARBA AD HARDEN?

Se qualche settimana fa sembrava tutto pronto per il back to back di James Harden, più passano le nottate bianche a guardare partite, più qualche dubbio viene. L'assegnazione del titolo di MVP ogni anno crea molte discussioni. 

Va premiato il record? Conta più il giocatore o la squadra in cui gioca?
Che incidenza hanno le statistiche? Va premiata la storicità del giocatore? ​​

Harden, parliamoci chiaro, ha tutte le carte in regola per bissare un riconoscimento che sarebbe anche abbondantemente meritato. ​


Nessuno più di lui, in questo momento, risulta così immarcabile nella metà campo offensiva. Se gli dai un metro tira e segna, se non gli dai quel metro tira e prende il fallo. La regia offensiva dei suoi Houston Rockets passa tutta dalle sue mani ed è lui a dettare il timing della squadra, quando accelerare e quando far passare i secondi, e tutto questo lo fa divinamente.


Dal Texas si è sparsa la voce che (ogni tanto eh) si metta anche a difendere e bisogna dare atto che già che se ne parli di un concetto così astratto come la difesa, per Harden è già un improvement enorme. Vi stoppiamo, non diventerà mai un novello Scottie Pippen o un Ron Artest, ma Il Barba sta iniziando a farsi sentire anche senza palla in mano. ​


Detto tutto ciò la corsa all'MVP è più aperta che mai ed è principalmente grazie a 2 giocatori che stanno facendo una Regular Season folle. Stiamo parlando di quel mostro di genetica di Giannis Antetokounmpo e del redivivo e forse a questo punto sottovalutato Paul George

Nel Wisconsin, ogni cittadino, giura di aver visto Giannis schiacciare ovunque. Chiunque gli passi vicino, Giannis prende la palla e gli schiaccia in testa, e il più delle volte portandolo su con sé.


A quasi 25 anni ha raggiunto la sua maturità cestistica e finalmente è inquadrato nel suo vero ruolo: non avere un ruolo!


Gioca in tutte le 5 posizioni del campo ed ha acquisito l'intelligenza cestistica di capire i momenti della partita e giocare dove gli avversari sono più deboli, anche stravolgendo totalmente quello che ha fatto qualche secondo prima, qualche azione prima.


I suoi Milwaukee Bucks stanno letteralmente volando con il miglior record della Lega e the Greak Freek è l'assoluto protagonista e trascinatore di una franchigia che nella sua coralità è davvero molto completa in ogni ruolo e insidiosa anche in ottica Playoffs.


Fisicamente è forse il giocatore più dominante della Lega.

Tutto qua? No perché…


Nello stato dell'Oklahoma succede che il buon Paul George sta forse giocando il suo miglior basket in carriera. Chi si sarebbe aspettato che con Westbrook in squadra sarebbe stato lui il giocatore più brillante per i Thunder?


PG, infatti, è riuscito nell'impresa di offuscare (leggermente) la stella di Westbrook e, forse, questo si sta rivelando la più grossa fortuna per Russel stesso che non gioca più 1 contro 5 e quindi ne ha giovato tutta la squadra.


PG infatti è proprio questo, un giocatore completo in entrambe le metà campo che riesce a far da collante per tutta la squadra e trarre il massimo da ogni suo compagno. Difensivamente è un fattore e in attacco ha conservato tutta la classe che avevamo visto
anche a Indianapolis.

Per l'assegnazione dell'MVP noi non usciamo da questi 3 nomi e ci sbilanciamo:


Harden 50% - Antetokounmpo 30% - George 20%.


Siccome sui pronostici non siamo fenomenali però ci teniamo buoni anche i nomi di possibili outsider come Kawhi Leonard che in Canada sta facendo meraviglie e di Joel Embiid.


- Davide Rebuscini. -


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Lunedì, 22 Luglio 2019
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